Ciao e benvenuto nel Blog. Oggi voglio trattare un tema abbastanza interessante per molti giovani che hanno il terrore delle tasse e, per questo motivo, rinunciano fin da subito all’idea di avviare un’attività. Non hanno alcuna colpa, semplicemente non tutti possono conoscere le opportunità esistenti.

La nostra società, da sempre, ci terrorizza. Gli istituti previdenziali e le agenzie fiscali in molti paesi d’Europa vengono viste come “amiche”, da noi, invece, sembrano dei “nemici” inutili e prive di senso che utilizzano le P. Iva al solo fine di trarre vantaggio economico.

Le tasse nel nostro Paese sono sempre state alte, ma ciò non toglie l’importanza del sistema previdenziale e del concorso alla spesa pubblica che garantiscono servizi gratuiti – o scaglionati per fasce di reddito – di fondamentale importanza come, ad esempio, quelli sanitari e scolastici.

primo blocco passo articolo 6

il passo che fa più terrore è il primo!

Esiste, però, una soluzione vantaggiosa.

Oggi parleremo dell’apertura della Partiva Iva con regime forfettario e, per non lasciare nulla al caso, ho voluto fortemente ospitare sul Blog una figura professionale. In questo modo, l’esperto andrà a spiegarti di cosa si tratta, cosa puoi fare e quali sono i vantaggi e gli svantaggi del caso.

Finisce qui la mia introduzione. Adesso passo la penna al Dottore Commercialista William Gigliotti, titolare dello Studio Gigliotti ubicato a Catanzaro centro. Lo Studio è attivo dal 1973 e fornisce servizi di Consulenza del lavoro, aziendale, fiscale, tributaria, revisione legale dei conti, consulenza per operazioni straordinarie e, infine, servizi di consulenza su bandi di finanziamento agevolato dove permane, con me, una sana collaborazione da quasi un anno.

foto profilo di william gigliotti

William Gigliotti

In quasi dieci anni di professione la domanda che mi viene posta da tutti gli imprenditori e professionisti è sempre la stessa:

“quante tasse devo pagare?”

Giustamente, tutti noi ci preoccupiamo degli adempimenti fiscali e sul come possiamo calcolare gli importi da versare in sede di Dichiarazione dei redditi.

La Partita Iva in regime forfettario rappresenta una grande opportunità per le persone fisiche che, decidendo di intraprendere un’attività di lavoro autonomo non occasionale, devono procedere all’apertura della Partita Iva. Un’opportunità rivolta anche a coloro che possiedono i requisiti e che possono avvalersi di un regime fiscale in molti casi vantaggioso*

Questo regime fiscale – comunemente conosciuto come regime forfettario – è caratterizzato da alcuni vantaggi interessanti, nello specifico:

a) imposta sostitutiva dell’Irpef e Irap pari al 5% per i primi cinque anni di una nuova attività/startup (che sale al 15% dal 6° anno in poi);
b) nessun limite di età;
c) non imponibilità ai fini iva né della ritenuta d’acconto delle fatture emesse;
d)
riduzione del 35% sui contributi INPS dovuti da artigiani e commercianti (tramite apposita istanza);
e) gestione molto semplice ed economica;
f) fatturazione elettronica – al momento – non obbligatoria.

Anche qui esiste il dolce e l’amaro, quindi andiamo a menzionare gli svantaggi nella contabilità in regime forfettario:

1. limite per le spese per il personale di 20 mila euro lordi annuali;
2. i costi si scaricano a “forfait” secondo un coefficiente di redditività;
3. previsione di un passaggio al regime ordinario automatico al superamento del limite di fatturato pari a 65 mila euro o perdita di un qualsiasi requisito;
4. impossibilità di fatturare in modo prevalente al soggetto che è stato il nostro datore di lavoro per almeno 2 anni.

C’è da dire che, soprattutto per chi è agli inizi o chi può star dentro questi volumi, i vantaggi superano nettamente gli svantaggi.

Non per tutti ma per molte figure come ad esempio per i liberi professionisti non ordinistici ed i freelance che decidono di avvantaggiarsi di questo regime fiscale, i contributi sono calcolati in base all’effettivo fatturato. Senza alcun costo minimale.
 

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se fatturi zero, paghi zero

Anche la gestione fiscale e delle scritture contabili è molto ridotta, l’unico obbligo è quello di presentare la dichiarazione dei redditi, per quanto riguarda altre eventuali spese da affrontare: rinnovare annualmente la tua PEC, il diritto annuale della Camera di commercio ed il costo mensile per la consulenza del Commercialista (che ha un costo piuttosto contenuto per la gestione di questo tipo di regime fiscale).

Bisogna menzionare, a parte, i costi INPS per i liberi professionisti ed i freelance: per coloro che non hanno un ordine o collegio di riferimento vi è l’obbligo di iscrizione alla gestione separata dell’INPS. A questo istituto andrà versato un importo pari al 25,72%.

“quindi, quante tasse dovrò pagare annualmente se sono un freelance?”

Iva assente e nessun contributo previdenziale minimale – a meno di alcune categorie – dovrai pagare il 25,72% a titolo di contributi previdenziali più il 5% o 15% a titolo di imposta sostitutiva (in relazione al fatto se sei nei primi cinque anni o dal sesto in poi). Ti troverai dunque a dover versare nelle casse dello Stato e dell’Inps circa il 30,72% del reddito che hai prodotto.

“ma quindi del totale del fatturato?”

No, si quantificheranno in base al coefficiente di redditività, del tuo codice Ateco di riferimento, che indicherà una percentuale sulla quale si calcoleranno le tasse da applicare sul tuo fatturato.

Un esempio pratico: se fatturi 10.000,00 € ed il coefficiente di redditività è del 60%, pagherai il 30,72% di tasse su 6.000,00 €. 

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ciò che consiglio sempre – a chi decide di avviare una attività con Partita Iva – è di avere una buona gestione finanziaria personale, tenendo da parte quanto dovuto a titolo di imposte e contributi, per non trovarsi totalmente spiazzati e in difficoltà nel momento in cui bisognerà versarli

 

“ma chi può aprirla?”

Escluse tutte le Società sia di persone che di capitale, possono agevolarsi del regime forfettario in generale a titolo di esempio le ditte individuali, gli artigiani e i liberi professionisti: piccoli negozi e botteghe, agenti di commercio, architetti, consulenti, grafici, giornalisti, designer, esperti informatici, freelance, agenti di assicurazioni e molte altre figure autonome. Sono comprese sia le figure professionali iscritte ad un Albo, sia quelle che non hanno un ordine o collegio di riferimento. Sono comprese anche figure professionali del settore sanitario (medici, infermieri, fisioterapisti, dentisti, ecc…). Perfino chi ha un contratto di lavoro o chi è pensionato può accedervi, ma con la sola eccezione di un limite di reddito da lavoro dipendente inferiore a 30 mila euro.

In conclusione: per gli autonomi, liberi professionisti, freelance e tante altre figure professionali è sicuramente la scelta perfetta!

*Nota bene: Prima di decidere se agevolarsi di questo regime fiscale è bene fare un’attenta valutazione, caso per caso, sull’effettiva convenienza, facendosi affiancare da un Professionista per decidere la soluzione migliore rispetto alla propria posizione.

Ti ringraziamo per aver dato lettura! 

“Il percorso lavorativo intrapreso ha postulato la necessità di affacciarmi al mondo della Partita Iva. Nella mia seppure ancora breve esperienza, posso affermare con certezza che, chi intraprende questo percorso, deve fare due scelte fondamentali: in primo luogo la necessaria scelta di un buon consulente e, in secondo luogo, farsi guidare – da quest’ultimo – nella migliore soluzione fiscale.

Ebbene, è stato facile!

Con il prezioso supporto del Dott. Reale mi sono affidata ad un esperto del settore, il Dott. Gigliotti. Grazie alla sua esperienza e professionalità, è venuta meno ogni incertezza ed ogni dubbio circa la sostenibilità dei costi che derivano dall’apertura della Partita Iva. Infatti, ha saputo esporre e bilanciare, in modo semplice e chiaro, i vantaggi e gli svantaggi circa la scelta del cosiddetto Regime forfettario

dott.ssa Federica Colosimo

Giurista, Accountant, Alleanza assicurazioni

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