Nell’articolo di oggi tratteremo un argomento molto attuale – come si evince dallo stesso titolo – e di particolare interesse per tutti noi. Ma non sarò solo.
Ho deciso di invitare sul blog una collega – la dott.ssa Giusy Cuda – al fine di analizzare, insieme, il punto della situazione circa il periodo storico e attuale – dopo 2 mesi dalla ripartenza – cercando di comprendere le principali misure messe in campo dai nostri enti pubblici e di cogliere gli aspetti cardini delle aziende in ripresa e della politica economica nella sua totalità. Giusy è una giornalista pubblicista e direttore responsabile di una testata giornalistica, con un percorso universitario a stampo economico, che ha ben pensato di unire le sue due passioni – quella per il giornalismo e quella per l’economia – all’interno di un blog che porta il suo nome, occupandosi allo stesso tempo di consulenza aziendale. Ma andiamo a noi.
Covid-19, oltre al dramma sanitario, ha portato tanta preoccupazione per ciò che riguarda il futuro delle imprese nel nostro paese. L’Italia è stata – di fatto – una delle terre più colpite considerando il drammatico picco in Lombardia che ha portato a un lockdown senza precedenti con conseguente chiusura di tutte le attività produttive.
Tolti i settori essenziali, per molte settimane le aziende del nostro Paese hanno accumulato la polvere sugli attrezzi da lavoro.
dove prima c’era il lavoro, per 70 giorni un silenzio tombale ha fatto da padrone
Lo Stato italiano ha cercato di fare il possibile per contrastare tale ostacolo per l’economia. In coesione con l’Unione Europea, ha adottato misure di intervento senza precedenti con l’obiettivo di destinare i fondi della Politica di Coesione al sostegno delle imprese, per sostenere soprattutto una ripresa dell’economia reale.
Per tutti gli Stati europei, il sostegno degli strumenti emanati dalle istituzioni dell’UE, rappresenta un’importantissima leva per affrontare la situazione di emergenza post-Covid-19: questi infatti hanno come obiettivo principale quello di mantenere a un livello conforme la produzione di beni e servizi e, soprattutto, la loro domanda. L’emergenza che tutti gli Stati europei stanno affrontando necessita di un supporto esterno attraverso risorse e strumenti attivati dalle istituzioni europee. Si tratta di azioni che hanno subito un rafforzamento al fine di garantire degno sostentamento a tutti i settori economici e sociali, abbattendo i vincoli che condizionavano fino a non molto tempo fa l’accesso a tali fondi accelerandone i percorsi per il trasferimento degli stessi.
Al fine di garantire una continuità aziendale all’interno degli Stati europei, in particolare in Italia, le misure a sostegno di PMI, lavoratori autonomi e imprese a media capitalizzazione, possono essere così sintetizzate:
- sovvenzioni concesse con modalità di restituzione agevolate o contributi a fondo perduto, senza che vi siano calcolati interessi o che ne sia prevista e richiesta la restituzione;
- garanzie che vengono concesse per prestiti o per copertura del capitale di esercizio.
Per poter garantire una continuità al proprio processo aziendale, sono diverse le aziende che hanno deciso di optare per la programmazione degli aiuti europei (contenuti in particolare all’interno del D.L. 34/2020 altresì detto Decreto Rilancio). Tale regime è destinato a lavoratori autonomi e imprese che abbiano un numero massimo di dipendenti di 499 e che si trovino in condizione di difficoltà a causa della crisi generata dal Coronavirus.
È stato stabilito, inoltre, che la misura sia in linea con quanto stabilito dal quadro temporaneo. In particolare, possono essere concesse garanzie su prestiti che coprono il 100% del rischio fino a un massimo di 800.000,00 € per impresa (salvo alcune differenze di applicazione rilevate per i settori della pesca e dell’agricoltura). In tutti gli altri casi, invece, le garanzie possono coprire fino al 90% del rischio legato ai prestiti, l’importo degli stessi sono limitati a quanto necessario per sopperire al bisogno prossimo di liquidità e possono essere concesse soltanto fino a dicembre del 2020.
Per quanto concerne lo Stato italiano, tali misure son state ritenute opportune e proporzionate alla crisi economica che sta affrontando, in linea con l’articolo 107 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea) e in conformità alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato. In Calabria, dove il virus ha circolato molto meno, sono state messe in campo tante misure volte al sostegno delle imprese e dei lavoratori colpiti da questo tragico periodo. Nei vari bandi, gli obiettivi trasmessi, sono sempre stati gli stessi:
favorire la ripresa economica, il fabbisogno di liquidità alle imprese, il sostegno al pagamento dei salari dei dipendenti, l’abbattimento dei tassi di interesse sui finanziamenti di emergenza, incentivi per investire in un’offerta dei servizi che favoriscono il distanziamento sociale, bonus per le spese presso le strutture ricettizie e tanto altro ancora
La sera del 9 marzo, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha annunciato il DPCM che ha portato alla chiusura di tutte le attività, al di fuori di quelle essenziali. Una doccia fredda, un fulmine a ciel sereno per tutti. Gli imprenditori erano in difficoltà e lo Stato è stato chiamato – come mai prima – a scendere in campo per stare al fianco ed aiutare la sua popolazione. Gli aiuti statali sono stati molti, tra tutti ricordiamo i principali come la Cassa integrazione in deroga, il Bonus 600 euro da parte dell’INPS ed i prestiti garantiti dallo Stato tramite il Fondo centrale di garanzia. Come era ovvio, non è bastato. Con un calo del PIL calcolato a -11 punti, bisognava fare di più.
Ed eccoci a luglio a parlare ancora – per fortuna – di sostegno alle imprese e ai lavoratori. La Regione Calabria, in queste settimane ha attivato una moltitudine di Bandi a favore dei calabresi. Per ciò che riguarda le imprese, attraverso il Bando Riapri Calabria ha attivato un fondo perduto dell’importo di 2.000,00 € per le PMI che hanno registrato un fatturato compreso tra 5.000,00 € e 150.000,00 € nel corso del 2019; attraverso il Bando Lavora Calabria ha attivato un sostegno a favore delle imprese per coprire fino al 60% i costi dei salari ai dipendenti; attraverso la misura Accogli Calabria sosterrà le imprese appartenenti al comparto ricettivo con l’obiettivo di scongiurare la chiusura delle strutture ricettive grazie ad un contributo concesso a fondo perduto in relazione alle presenze turistiche del 2018; con Grandi Eventi si andrà incontro ad una coesione sociale attraverso la fruizione di eventi e manifestazioni sostenendo la realizzazione di attività artistiche e culturali con particolare riferimento agli eventi caratterizzati dalla capacità di valorizzare i luoghi della cultura ed attrarre flussi di visitatori e turisti; InCalabria e StaInCalabria con queste due misure si incentivano giovani e famiglie a trascorrere le vacanze nelle strutture della nostra Regione.
“Solo la Regione Calabria ha attivato Bandi a favore della nostra popolazione?”
No. Le Camere di Commercio hanno attivato altrettanto misure per sostenere le imprese della regione. In particolare, per ciò che riguarda la mia provincia – la Camera di Commercio di Catanzaro – ha favorito investimenti in tema di digitalizzazione e food delivery nelle attività ristorative, favorendo il distanziamento sociale tramite l’utilizzo di contributi a fondo perduto – voucher – fino a 1.500,00 €. Un ulteriore contributo a fondo perduto di 1.500,00 € per estinguere una parte degli interessi sui Finanziamenti attivati a causa della crisi generata dall’emergenza epidemiologica.
in questi mesi abbiamo potuto vedere Pubbliche amministrazioni al fianco dei cittadini
Il nostro lavoro continuerà sempre nella stessa direzione. Siamo al fianco di aziende e professionisti, teniamo ad informare tutti i clienti circa le opportunità da cogliere, al fine di essere una guida positiva per loro.
È forse questo ciò che è mancato agli imprenditori ed ai professionisti – nella nostra terra – fino ad oggi?
Ti ringraziamo per aver dato lettura!
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